1- PET THERAPY
È stato ormai accertato che avere un animale domestico, sia esso un cane, un gatto, un pesciolino rosso o un canarino, fa bene alla salute considerando quest'ultima non solo come assenza di malattia, ma estendendo il concetto fino a comprendere il benessere fisico-mentale e l'integrazione sociale. La presenza di un animale nel nucleo familiare ha effetti positivi e migliorativi dal punto di vista della qualità della vita. La semplicità comportamentale dei nostri animali, la loro spontaneità nel dare affetto incondizionato, la generosità che dimostrano senza secondi fini, danno origine ad un rapporto sereno, spontaneo e sincero, corrisposto ed appagante.
Studi scientifici hanno appurato che i nostri "amici" stimolano la produzione di endorfine elaborate dal cervello sotto l'impulso delle emozioni andando a potenziare in questo modo le nostre difese immunitarie. È stato inoltre rilevato come il possedere un animale aumenti le occasioni di socializzazione. I contatti sociali sono indispensabili per il nostro benessere psico-fisico perché alleviano il senso di solitudine e di emarginazione. Si pensi alle possibilità di nuove conoscenze che si creano quando si porta il proprio cane a passeggio; si tratta di contatti che a priori forniscono argomenti, sensazioni, emozioni condivise. Gli stessi meccanismi di socializzazione si mettono in moto qualora ci rechiamo in un negozio specializzato ad acquistare qualcosa per il nostro gatto, oppure ad acquistare un nuovo pesce tropicale per il nostro acquario.
Quest'aspetto è particolarmente rilevante per gli anziani e per i disabili, ma si pensi a categorie come i tossicodipendenti, i malati di Aids e i malati terminali intorno ai quali la nostra società tende a creare un vuoto; si pensi molto più comunemente ai bambini che oggi crescono tra asili, baby-sitter e televisione oppure ai single: la presenza di un animale attenua l'ansia e lo stress e compensa i vuoti affettivi e la solitudine E' è stato valutato che il 98% delle persone parla ai loro animali.
Il linguaggio usato è molto semplice, cadenzato, sono utilizzate tonalità delicate e alcune parole vengono ripetute frequentemente e con un tono crescente e interrogatorio. Il risultato è una specie di cantilena molto simile a quella usata dalle mamme coi loro bambini. Tale linguaggio, chiamato "motherese", ha un effetto rassicurante soprattutto su chi parla. Alcune caratteristiche di cani e gatti, quali ad esempio la rotondità del viso, i comportamenti giocosi, l'espressione attonita, li rendono eterni bambini stimolando costantemente il bisogno delle persone di prendersi cura di loro. E tutti sappiamo quanto siano importanti la capacità e la possibilità di prendersi cura degli altri per dare un significato alla propria vita. L'animale rappresenta l'occasione per dimostrarsi capaci di assumere delle responsabilità.
Pet Therapy sta a indicare una serie di utilizzi del rapporto animale-uomo in campo medico e psicologico: animali addestrati e selezionati per il loro carattere e in particolare per la loro socievolezza (ossia la capacità di relazionarsi con l'essere umano) vengono messi a contatto con un individuo o un gruppo d'individui per finalità terapeutiche. Terapia è da intendersi come "il prendersi cura dell'uomo allo scopo di alleviarne le sofferenze". L'animale non è la cura, ma un intermediario tra paziente e medico nel caso l'intervento terapeutico risulti difficile o addirittura bloccato.
Pet letteralmente significa qualcosa di morbido da accarezzare; il grattare, lisciare l'animale, accarezzarlo pone le persone in uno stato di rilassamento confortante. Il primo studio circa l'utilizzazione degli animali a scopo terapeutico risale addirittura al 1792 quando lo psicologo infantile William Tuke cominciò, presso il York Retreat Hospital in Inghilterra, a curare alcuni suoi pazienti basandosi sulla premessa che le persone mentalmente malate e disturbate potevano tornare in possesso delle loro facoltà se opportunamente stimolate verso attività alternative come il giardinaggio o la cura degli animali. Egli si avvalse di piccoli animali come conigli, polli, anatre, oche etc. che facilmente potevano adattarsi all'ambiente ospedaliero. Ben 75 anni dopo a Bielefeld, in Germania, fu fondato il Bethel Hospital dove alcuni animali vennero utilizzati come parte integrante del trattamento per malati di epilessia. L'ospedale, originariamente ideato per ospitare solo malati di epilessia divenne ben presto un grande centro di accoglienza per persone disabilitate in genere, affette da varie patologie, tanto che nel 1977 contava oltre 5000 pazienti; e tutti erano curati con l'ausilio di animali! Negli Stati Uniti il primo utilizzo degli animali a scopo terapeutico risale al 1919 quando il Segretario del Ministro degli Interni Franklin K. Lane suggerì al Dr. W. A. White l'introduzione di cani nel trattamento di pazienti affetti da gravi forme di depressione e schizofrenia dovuti all'esperienza della I Guerra Mondiale. Il Segretario Franklin si basava su esperienze effettuate in Francia, dove pazienti traumatizzati dall'orrore della guerra, sotto shock, fisicamente provati e/o mentalmente turbati, avevano ritrovato un clima di relativa serenità giocando e prendendosi cura di cani.
Sempre negli USA la Croce Rossa utilizzò nel 1942 presso l'Army Air Corps Convalescent Hospital di New York maiali, cavalli, pollame, ma anche rane, serpenti e tartarughe per alleviare il disagio dei soldati, per lo più aviatori, che avevano preso parte alla II Guerra Mondiale e che avevano riportato gravi lesioni a livello fisico ed anche mentale.
La Pet Therapy nasce intorno al 1960 grazie al contributo fondamentale del neuropsichiatra infantile Boris Levinson. Quasi per caso, Levinson si accorse che le sedute con i suoi piccoli pazienti erano notevolmente facilitate dalla presenza in studio del suo cane e che tali effetti positivi si allargavano alla terapia in generale. La presenza del cane favoriva decisamente il rapporto paziente-terapista e motivava il bambino a curarsi; il cane ed il bambino giocavano insieme e condividevano lo stesso tipo di comunicazione non verbale; la relazione favoriva la presa di coscienza di sé e del proprio corpo e l'esplorazione dell'ambiente circostante. E' opportuno distinguere tra le Attività Assistite dagli animali e le Terapie Assistite dagli animali: la prima stà ad indicare l'applicazione d'interventi ricreativi, educativi o terapeutici con l'obbiettivo di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone quali ad esempio i bambini ricoverati in ospedale, gli anziani delle case di riposo, i malati terminali etc.
La Terapia Assistita con animali è una terapia di supporto che integra, rafforza le terapie normalmente effettuate per le diverse tipologie. Nelle TAA l'animale, che risponde a determinati requisiti, è parte integrante del trattamento. Molto diffuso negli ultimi anni è l'impiego del cane per alcune patologie ed handicap. Il cane interagisce con un disabile senza i pregiudizi tipici e automatici dell'uomo; egli non percepisce il deficit come un handicap. Sembra scontato, ma si pensi un attimo alle implicazioni: alcuni aspetti di questi soggetti quali la saliva, gli odori, gli stridii tendono a generare tra gli uomini un allontanamento mentre sono per il cane normali elementi della comunicazione. In questo modo il disabile catalizza invece di allontanare l'attenzione del cane. Un animale può essere un utile diversivo per alleviare la monotonia degli esercizi terapeutici; per i bambini disabili, in particolare, il cane è uno stimolo continuo al movimento e all'esplorazione dell'ambiente circostante.
Ciò che si è appreso dalle varie esperienze sperimentate è che il cane è sempre in grado di creare un rapporto e d'interagire qualunque sia il livello deficitario del soggetto. La compagnia di un animale durante la fase adolescenziale può essere un utile strumento di supporto psicologico nelle fasi di "paura del rifiuto" dal punto di vista sociale nel momento in cui comportano chiusura in se stessi, auto-emarginazione o problemi di socializzazione. L'animale assume la funzione di mediatore tra il ragazzo e l'ambiente circostante essendo capace di promuovere la sicurezza e l'autostima.
Spesso i bambini ricoverati in ospedale soffrono di depressione per il fatto di essere costretti a rimanere lontani dalla loro casa, dai loro familiari e amici e dalle loro abitudini; la depressione è facilmente comprensibile anche in relazione all'ansia, alla paura e al dolore dovute alle loro condizioni di salute. Le manifestazioni più evidenti di tale sindrome depressiva sono per esempio i disturbi del sonno e dell'appetito. Le esperienze di attività assistite con animali condotte negli ospedali sui bambini ricoverati hanno dimostrato che la vicinanza e le attività ludiche, gli incontri con gli animali alleviano il disagio della degenza, rendono più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. I bambini inoltre, ritrovandosi tutti insieme in una situazione che li rilassa, socializzano più facilmente tra loro creando un valido supporto amicale in un ambiente nuovo ed estraneo qual è un ospedale.
Anche gli anziani ospiti di case di riposo hanno tratto un deciso miglioramento della qualità di vita dalle attività assistite con animali. Periodi di convivenza con animali si sono tradotti in un generale aumento del buon umore, una maggiore tendenza alla socializzazione e più facili contatti con i terapisti. Le persone anziane, soprattutto quelle che trascorrono la loro vita in case di riposo, ma non solo, soffrono la solitudine, percepiscono la vita con un dilagante senso d'inutilità, sono fragili e spesso senza prospettive. L'introduzione di un animale nella vita di queste persone le rende nuovamente attive a più livelli: devono occuparsi di dar loro da mangiare, di lavarli e pettinarli, di coccolarli; avere un cane da accudire significa doverlo portare fuori a passeggio il che aumenta le occasioni di socializzare e nel frattempo induce l'anziano a far movimento.
La Pet Therapy si è dimostrata utile anche nei casi di traumi da eventi catastrofici. "20mila persone coinvolte nella tragedia dell'11 settembre negli Stati Uniti si sono sottoposte a Pet Therapy, ottenendo nella maggior parte dei casi - specie nei bambini - un considerevole miglioramento dello stato psicologico". L'ha rivelato la studiosa americana Maureen Fredrickson, fondatrice di Animal System, organizzazione specializzata nell'assistenza terapeutica con animali, al convegno "Un Animale per tutti", organizzato dalla Regione Trentino-Alto Adige in collaborazione con la comunità trentina di San Patrignano (Susà di Pergine, Tn, 30 maggio-1 giugno 2003).
E' stato dimostrato che accarezzare un animale riduce la pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca. Da uno studio del 1977 effettuato dai ricercatori dell'Università della Pennsylvania Aaron Katcher e Erika Friedman risultò che dopo l'infarto, i pazienti che possedevano un animale domestico avevano una probabilità di sopravvivenza notevolmente più alta e riducevano progressivamente l'uso di farmaci. In un primo momento imputarono il risultato al fatto che questi animali comportavano per i loro padroni una regolare e costante attività fisica. Dovettero ben presto ricredersi perché le cause erano più complesse. Essi dimostrarono che un buon rapporto con un animale, accudirlo, accarezzarlo, parlare e giocare con lui abbassa la pressione e riduce la frequenza cardiaca più di quanto accada quando si parla con una persona. Valutarono inoltre che se una persona passeggia da sola si concentra sui propri problemi aumentando la propria ansia; se invece porta a spasso il proprio cane, si concentra sui movimenti e le peripezie del proprio amico a quattro zampe rilassandosi e non pensando ai problemi che lo affliggono. c.r. Viene realizzata già da qualche tempo presso il Centro di accoglienza diurno Helios, dove l'Associazione G.A.I.A. (gruppo di aiuto interdisciplinare con animali) di Arezzo ha messo a disposizione i suoi cani opportunamente selezionati ed addestrati. La loro razza non è rilevante ai fini della selezione, vengono infatti utilizzati anche meticci: ciò che conta è la loro capacità di socializzare con l'uomo oltre naturalmente le perfette condizioni di salute che vengono continuamente monitorate.
Da marzo 2007 la Pet Therapy è finalmente in uso anche presso l'ospedale S. Donato nei reparti di Pediatria e di Oncologia, dove si è dato vita al progetto "Dottori a quattro zampe". Per attuarla nel territorio aretino è stato sottoscritto un protocollo d'intesa promosso dall'Amministrazione provinciale al quale hanno aderito l'Asl 8, le Amministrazioni comunali di Arezzo, Capolona, Subbiano e Castiglion Fibocchi, l'Ordine dei medici, l'Associazione dei medici di famiglia, l'Ordine dei medici veterinari, il Centro Servizi Amministrativi, la Rsa Maestrini, il Centro Studi Francesco Redi ed il Centro Solidarietà di Arezzo. "Con questo protocollo - spiega l'Assessore provinciale alle Politiche sociali Mirella Ricci - mettiamo insieme le esperienze già esistenti nel territorio, e cioè l'accordo tra Asl 8 e Centro Studi Francesco Redi per un progetto di Pet Therapy con i medici di medicina generale e quello in comunità avviato dal Centro di Solidarietà di Arezzo utilizzato come terapia del lavoro per il recupero di giovani. Il compito che ci assumiamo come Provincia è quello di coordinare i due progetti, ampliandoli anche nella direzione proposta dal Centro di Solidarietà di Arezzo coinvolgendo anche bambini con deficit psichico e motorio ed anziani affetti da morbo di Alzheimer, di monitorarne i risultati e di divulgarli". C.R.
Articolo da Cronaca Bestiale Ottobre 2007
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