Malinconia ed estrema solitudine ci hanno colto al termine della visita al canile Intercomunale della Valtiberina, l'11 novembre scorso. Una struttura nota soprattutto per una forte contrapposizione tra istituzioni e associazioni animaliste locali. Oggetto della diatriba la disagiata collocazione ma anche le modalità gestionali.
Ma questo accadeva a gennaio durante la nostra prima visita, oggi infatti, tutto è .. rimasto uguale! In effetti, non ci è parso di riscontrare interventi tangibili diretti a migliorare l'ospitalità del canile, il benessere degli animali e favorirne le adozioni. Non possiamo definire tali l'asfaltatura di un altro tratto di strada, l'apertura degli ultimi box o la ipotetica possibilità di collocare delle lampade a infrarossi per riscaldare i box. Tutti palliativi rispetto ai veri problemi che denota questa struttura e che, come nel gennaio scorso sono tuttora evidenti:
-la scarsa presenza umana ( poche ore al giorno per la pulizia e la somministrazione di cibo ); la chiusura al pubblico il sabato e i festivi che scoraggia i volenterosi che decidessero di adottare un cane; la pavimentazione di cemento già ampiamente deteriorata, dove si formano strati di ghiaccio pericolosi per i cani e per gli addetti del canile; box freddi e umidi e che non hanno un minimo di tettoia esterna, il che vuol dire, quando piove, far bagnare i cani durante le pulizie dei box; la mancanza di strutture obbligatorie previste dalla Legge Regionale 43/95, ossia di una cucina provvista di acqua calda, indispensabile specie in inverno quando l'acqua si ghiaccia nelle ciotole e di un ambulatorio opportunamente attrezzato che possa garantire interventi di pronto soccorso.
Osservazioni che non sono frutto della nostra fantasia, ma di una apposita Commissione Regionale, che il 13 marzo 2008 è stata sul posto e, pur riconoscendo progressi nella gestione, giudica la presenza del personale attuale seppur motivato e volenteroso, poco adeguata a garantire piena assistenza e una buona socializzazione ai cani custoditi; rileva l'assenza di attività volte a favorire le adozioni; ritiene di livello insufficiente la tempestività negli interventi del veterinario e la disponibilità di farmaci di urgenza.
Sono state date delle precise "raccomandazioni" per migliorare l'efficienza e il benessere per gli animali attraverso una buona integrazione con il volontariato, una maggiore visibilità del canile verso l'esterno tramite concrete iniziative di promozione e apertura della struttura nei giorni festivi, e soprattutto, un necessario miglioramento dell'assistenza veterinaria, con particolare riferimento alla tempestività d'intervento del veterinario e alla disponibilità immediata di farmaci di urgenza. La Comunità Montana ha ricevuto la nota della regione il 3 giugno 2008 , ma evidentemente, per quanto visto con i nostri occhi nulla dimostra che sia stata recepita.
" Siamo sconcertati - dichiara Liliana Faldi, Presidente di Guida Verde Sos Animali Sezione di Sansepolcro - non c'è modo di dialogare con la Comunità Montana. A giugno abbiamo presentato una bozza di convenzione per poter gestire noi il canile di Sterpaia Vecchia, ma il Presidente, impegnatosi a parlarne in conferenza dei Sindaci non ha più dato notizie. Un atteggiamento discriminatorio forse volto a mantenere la gestione diretta del canile, senza tenere conto delle norme e delle raccomandazioni della regione, che indicano come necessario il coinvolgimento delle associazioni nella gestione dei canili. Una convenzione - prosegue Liliana Faldi - che garantirebbe la presenza di personale decisamente maggiore, un'assistenza veterinaria adeguata, compreso il pronto soccorso in qualunque momento. Riguardo alle adozioni, abbiamo più volte chiesto di portare nelle piazze dei comuni valtiberini alcuni cani di Sterpaia vecchia, ma ci è stato permesso una sola volta e siamo riusciti a farne adottare tre, dopo di che non ci hanno più autorizzato a portare fuori.
Secondo i dati forniti Comune di Badia Tedalda, in circa tre anni di gestione, sono entrati 85 cani, di questi 21 risultano affidati, 18 deceduti e i restanti 49 sono tuttora ospiti del canile . Una percentuale di adozione del 25%, e di mortalità di poco inferiore. Numeri poco confortanti: le poche adozioni, confermano la difficoltà oggettiva a recarsi a Badia Tedalda per adottare un cane. Difatti, la quasi totalità di adozioni, riguardano cittadini del comprensorio marecchiese, fino a Rimini. Elevato il numero di decessi, a testimonianza di una detenzione che mette a dura prova i poveri animali, diventando fatale per quanti non sono in perfette condizioni. A proposito di decessi, si è verificato lo scorso settembre un caso che ha fatto nascere ulteriori accese polemiche. " E' accaduto - interviene ancora Liliana Faldi - che a fine agosto la ASL di Sansepolcro abbia disposto il trasferimento a Sterpaia Vecchia di un cane di razza pointer, rinvenuto in condizioni molto precarie , senza che fossero disposti accertamenti clinici di nessun genere . Preoccupati di questo, nei giorni successivi abbiamo cercato in ogni modo di avviare le pratiche di urgenza per adottarlo e portarlo a casa - prosegue la Faldi - ma, con nostro sgomento, ci è stato detto che il cane era morto . Di certo - prosegue Guida Verde - agiremo per capire se vi sono responsabilità oggettive nella morte di questo animale."
" In queste condizioni - aggiunge Laura Mazzarelli Presidente Enpa Sansepolcro - faremo di tutto perché i cani dei Sassi Rossi la cui proroga scade il 31 dicembre, non vengano trasferiti a Sterpaia Vecchia"
" Riteniamo di aver presentato una proposta seria e professionale - aggiunge ancora Liliana Faldi - se venisse accolta ci porterebbe a riconsiderare il trasferimento dei cani dei Sassi Rossi a Badia Tedalda. Ma vogliamo che gli sia assicurato un giusto benessere e condizioni di vita dignitose".
Se non ci saranno ravvicinamenti tra le parti, si preannuncia un altro inverno molto "caldo" per il canile di Sterpaia Vecchia. Ma il calor bianco delle polemiche non servirà a riscaldare quelle umide e gelide cucce dai morsi dell'inverno appenninico. La conta dei sopravvissuti si farà in primavera, speriamo nel frattempo, che qualche altro cittadino di buon cuore valtiberino o marecchiese che sia, voglia regalare/si un natale di amore e di speranza adottando uno degli sventurati ospiti di Sterpaia Vecchia. Prima che neve e ghiaccio stendano una coltre di silenzio sopra il canile della solitudine. Donato Marmorini

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