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Legge regionale nr. 39 del 2001

BOCCONI AVVELENATI: la vergogna della nostra terra

Fido è un cane felice, da quando con i suoi amici umani si è trasferito in campagna è libero di correre a perdifiato per i campi dalla mattina alla sera, mica come prima, costretto in un piccolo giardino in città! Oggi Fido è uscito presto di casa, ha aspettato che i suoi padroni si svegliassero, un pò di coccole un saluto e poi via. Il suo naso perlustra il bosco e assimila mille odori, accidenti. ha pure trovato qualcosa da mangiare, una salciccia! Chissà, forse la colazione di qualche gitante, ma in giro non c'è nessuno..e allora si può mangiare. Adesso Fido ha una gran sete una forte arsura, e quel dolore fortissimo, improvviso, che non aveva mai sentito prima. Forse è meglio fermarsi un attimo a riprendere fiato e poi magari tornare a casa. Ma le gambe non reggono meglio stare giù, prova ad abbaiare Fido, i padroni sentiranno di sicuro e lo verranno a prendere ma solo un fievole guaito esce dalla sua bocca e il dolore, sempre più forte, da mancare il fiato. Allora avanti, piano piano, un pò per volta ce la facciamo, si vedono le luci di casa, un pò offuscate però, sembra che si allontanino eppure sente le voci dei padroni Fido, un ultimo sforzo e lo sentiranno guaire. Ma non c'è più fiato, solo lacrime, che offuscano ancora più le luci. Povero Fido, il dolore atroce lo distrugge, sente che la vita piano piano se ne va. Chiude gli occhi, vuole riposarsi, pensare che forse la sua vecchia casa in città non era poi cosi male..
Abbiamo provato a immaginare come possano morire un cane, ma anche un gatto, una volpe o magari un lupo, colpevoli soltanto di seguire il loro istinto di sopravvivenza e imbattersi per questo su un boccone avvelenato. Una fine atroce, angosciante, che non lascia scampo e che colpisce indiscriminatamente anche gli animali domestici, che non sfuggono al richiamo del cibo che viene loro offerto e che li porta alla morte tra atroci sofferenze o comunque a riportare danni fisici gravissimi e spesso permanenti.
Da cosa nasce questa ignominiosa pratica, vergogna di una nazione e di una regione che vantano un patrimonio di civiltà e cultura che non ha uguali al mondo e dalla quale non è esente, purtroppo, anche la nostra provincia?
Le origini di questa pratica riportano principalmente alla volontà di eliminare i predatori naturali della fauna selvatica, ancora oggi considerati da certe realtà animali "nocivi" ossia volpi, faine, puzzole, donnole, lupi, ma anche cani e gatti viventi allo stato libero, tutti potenzialmente in grado di competere in modo non gradito con il predatore per eccellenza: l'uomo, in questo caso cacciatore, che teme la loro azione sulle specie selvatiche, ma soprattutto su quelle provenienti da allevamento che non sono in grado di difendersi da sole e quindi potenzialmente oggetto di preda. Ecco perché, in certi periodi dell'anno, coincidenti spesso con quelli in cui si effettuano i ripopolamenti di selvaggina le campagne e i boschi vedono comparire i famigerati bocconi avvelenati, esche preparate con succulenti ingredienti (salcicce, colli di pollo, uova), imbottite di potentissimi veleni come stricnina e cianuro (oggi difficilmente reperibili in commercio), e altre sostanze letali come diserbanti, pesticidi, ratticidi, lumachicidi, acquistabili molto più facilmente. Questi prodotti, una volta confezionati, vengono collocati sapientemente lungo i tragitti che di solito percorrono i predatori, con maggiore frequenza e colpiscono senza pietà. Se in passato la collocazione dei bocconi è quasi sempre avvenuta in modo sistematico e programmato, principalmente per eliminare i predatori, negli ultimi anni si registrano, purtroppo, anche altre motivazioni che spingono mani assassine a porre in atto questo barbaro costume. La tipologia dei luoghi dove si registrano, sempre più spesso, gli avvelenamenti o si rinvengono le esche, denota purtroppo, che non è soltanto quella parte di mondo venatorio incosciente la responsabile di questi atti di barbarie. Anche i cani da tartufo sono oggetto di guerre assurde legate ai territori dove si rinviene questo tubero. Altrettanto incredibili sono gli episodi riconducibili a vendette o dispetti tra vicini per cani e gatti troppo rumorosi o che sporcano o che fanno danni. Questi spietati killer colpiscono ovunque e senza pietà. I numeri fanno inorridire. Nella sola provincia di Arezzo ad esempio, in base ai dati forniti dalla Polizia Provinciale e resi pubblici anche dal Wwf, dal 2001 a tutto il 2006, sono stati registrati 433 episodi di avvelenamento, che in 214 casi hanno portato alla morte degli animali e questi sono soltanto i casi denunciati; sappiamo per certo, infatti, che in molti casi i proprietari non sporgono denuncia e a questi si aggiungono gli animali selvatici che difficilmente vengono rinvenuti e che finiscono in questo circolo mortale, in modo diretto per assunzione dei bocconi avvelenati o indirettamente per essersi nutriti di altri animali morti per aver ingerito le micidiali esche. I veleni di sintesi, infatti, non si smaltiscono con la morte ma rimangono attivi e colpiscono quindi anche indirettamente. Le associazioni animaliste da decenni si battono contro questo devastante fenomeno e dopo tante lotte e denunce si è giunti nel 2001 in Toscana, prima regione in Italia, all'approvazione di una legge regionale, la nr. 39, che punisce l'uso, la detenzione e la preparazione dei bocconi o esche avvelenate e si sono avuti anche i primi risultati processuali con la condanna di alcuni soggetti. Ma l'attività investigativa è faticosissima, spesso la Polizia Giudiziaria è ostacolata da un muro di omertà che non ha nulla da invidiare a quello che si registra nelle regioni a forte esposizione mafiosa. E' opportuno rammentare che l'avvelenamento di animali è un reato e come tale è perseguibile da tutti gli organi di polizia, nessuno escluso, i quali sono obbligati proceduralmente a recepire le denunce e inoltrarle all'autorità giudiziaria competente. Va detto però, che sono in particolare i Corpi di Polizia Provinciale che si occupano delle indagini su questi casi, e certamente, quando è possibile è meglio rivolgersi a loro. Oltre agli organi istituzionali inoltre, esistono anche le associazioni animaliste e ambientaliste. In Toscana, associazioni come il Wwf o l'Enpa, dispongono in quasi tutte le province di efficienti nuclei di guardie volontarie zoofile in grado di recepire le denunce, svolgere anche indagini e inoltrarle direttamente alla magistratura, per cui le istituzioni o gli enti ai quale rivolgersi in questi casi non mancano.
Ed è fondamentale denunciare i casi di avvelenamento, sia per permettere l'individuazione degli autori, sia per consentire alle province di isolare le zone dove si registrano più episodi e informare la popolazione del rischio per gli animali domestici ma anche per i bambini.

Dal sito www.bocconiavvelenati.it

alcuni consigli utili nel caso si sospetti l'avvelenamento del proprio animale domestico:

- contattare prima possibile il veterinario più vicino in modo tale da porlo nella condizione di rendersi immediatamente disponibile al momento dell'arrivo del cane.

- cercare di far vomitare l'animale; può essere utile a questo scopo, in assenza di farmaci appropriati (emetici), somministrare una sospensione di chiara d'uovo montata a neve.

- evitare sempre e comunque di somministrare latte.

- mantenere l'animale il più possibile tranquillo, evitare qualunque inutile stimolo sonoro o visivo che possa contribuire a scatenare una crisi convulsiva.

È inoltre fondamentale che il veterinario invii i campioni di materiali organici, delle esche e purtroppo in caso di decesso, anche il corpo dell'animale al laboratorio, per effettuare le analisi e nel caso l'autopsia. Questo permetterà di diagnosticare con precisione le cause della morte o dell'avvelenamento, consentendo una maggiore efficacia nelle indagini, ma anche di informare la popolazione della zona dove è avvenuto l'avvelenamento, permettendo di poter intervenire più rapidamente e in modo più adeguato in caso di nuovi avvelenamenti, riuscendo magari a salvare altri animali rimasti coinvolti.

 

Altre utilissime informazioni e tutto quello che riguarda il fenomeno dei bocconi avvelenati in Toscana potrete trovarle anche sul sito del coordinamento delle associazioni ambientaliste e animaliste www.bocconiavvelenati.it, o sul sito ufficiale della Regione Toscana www.sanita.toscana.it/prevenzione/veterinaria/esche.shtml D.M.

 

Articolo da Cronaca Bestiale Dicembre 2007