8 aprile 2008 In memoria di Conan
Un passato terribile, il suo.
Da sempre inchiodato ad una catena cortissima: tre passi e il mondo finisce.
Senza un riparo. Neanche una cuccia improvvisata, fatta di vecchia lamiera. Niente. Poi finalmente il sequestro e l'approdo al canile.
Strano posto il canile...luogo di reclusione, di solitudine, di attesa. Ma anche di riscatto, a volte.
A San Piero è iniziata la rinascita di Conan.
Qui ha scoperto un mondo nuovo: un box tutto suo, le passeggiate, il bosco...
Uno spazio forse angusto per chi è abituato alla libertà, immenso per chi - come lui- ha vissuto confinato in un fazzoletto di terra.
Ma soprattutto Conan ha scoperto l'affetto, la cura, la dedizione. Si è lasciato scaldare da carezze e abbracci. Siamo sicuri che, se ne avesse avuto il tempo, avrebbe imparato anche a giocare.
I cani trascurati non sanno giocare.
Conan è stato umiliato,tradito. Eppure desiderava fidarsi dell'uomo. Aveva iniziato a farlo, con Domenico: il suo capobranco, il suo compagno leale, affettuoso, coerente. Di fronte a lui ogni moto di ribellione si spengeva.Con lui Conan era disposto ad apprendere, a migliorare... stava imparando "le buone maniere", la disciplina. Presupposti indispensabili per un futuro inserimento in famiglia. E' mancato il tempo...il tempo....Una devastante malattia l'ha portato via, velocemente....
Giorni fa l'abbiamo visto per l'ultima volta, steso al sole. Non riusciva quasi più ad alzarsi, tradito da zampe ormai malferme. Ci è sembrato stanco, nessun segno dell'antica fierezza nello sguardo...
E allora preferiamo ricordarlo in un altro momento: mentre digrigna i suoi dentoni contro chiunque tenti di spingerlo da dietro. Perchè un Rottweiler che si rispetti non si fa "prendere per il sedere", mai...
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