| Sei arrivato un pomeriggio di fine Agosto. Una telefonata, un'emergenza come tante..La solita storia: cane investito, probabilmente abbandonato, sembra giovane, non sappiamo la gravità della situazione, non si lascia avvicinare, è mordace. Ok portatelo. Chissà che mi immaginavo! Dalla descrizione ero pronta a ricevere una specie di leone inferocito e invece mi trovo davanti uno scricciolo di cinque chili con gli occhi terrorizzati, dolorante e impaurito. E ti credo che non ti lasciavi avvicinare! Nella tua situazione sarebbero girate le scatole anche a me! Ok, intanto ti aiutiamo a calmarti, a toglierti un po' di dolore. Poi valuteremo i danni. Per fortuna la situazione non è grave. C'è una frattura alla base della coda, qualche ematoma, ma non ci sono altre lesioni. Ti teniamo qualche giorno in osservazione. Adesso dormi. Te la caverai! Intanto speriamo che qualcuno ti reclami, un proprietario che ti aveva perso, ad esempio. Si speriamo! Ma sappiamo già che nessuno ti cercherà. Non hai un microchip, né un collare. Niente che faccia pensare che hai un proprietario che ti sta cercando. Ormai ne conosciamo di storie così, ne vediamo di simili tutti i giorni. Va bene, non preoccuparti. Da domani ti cerchiamo una famiglia. Per adesso stai qui con noi. Passa qualche giorno e appare subito evidente che la mia diagnosi iniziale era incompleta.E' vero, non hai riportato lesioni fisiche gravi, ma hai comunque subito un grosso trauma. Non ti lasci avvicinare, ma non sei cattivo. Cerchi di difenderti e non capisci che noi vogliamo solo aiutarti. Non sei un "paziente collaborativo", per usare un termine tecnico. Ma in realtà vuol dire solo che nella tua breve vita forse ne hai già subite un po' troppe e magari hai capito che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. Bravo! Concordo con te. Bisogna avere pazienza, vediamo come va. Ormai è una settimana che sei qui da noi e ancora non c'è stato verso di farti uscire dalla gabbia. Quando ti dobbiamo prendere per forza per spostarti urli talmente tanto che i vicini penseranno che ti stiamo torturando, invece che curando! A volte urli anche senza che nessuno ti tocchi. Che angoscia! Quando capirai che ti vogliamo aiutare? Se continui così sarà impossibile trovarti una famiglia! Dai cerca di collaborare! Poi non mangi quasi niente, giusto quel poco che ti basta per sopravvivere. Va beh, mi è venuta fame. Apro un pacchetto di patatine.Che c'è, sembri interessato. Tieni una patatina. Ti piace eh? Forse si sta aprendo uno spiraglio! Dopo quella fatidica patatina ne abbiamo fatta di strada eh? Vero Piombino? Già, questo è il nome che ti abbiamo messo.Ti sta proprio bene! Dopo non poche difficoltà siamo riusciti a portarti fuori, anche se all'inizio eri terrorizzato anche da collare e guinzaglio.Appena rientravi ti rintanavi subito sotto la scrivania e da lì non ti muovevi per nessun motivo al mondo.Per rimetterti nella cuccia dovevamo usare sempre l'espediente della patatina.Forse te ne sei anche approfittato un po'. Ma va bene così! Da quel momento in poi i tuoi progressi sono stati così evidenti e rapidi, che da timido e triste cagnetto che eri, ti sei trasformato in un vispo ed allegro rompiballe! E adesso? Come faccio a darti ad una famiglia e a non tenerti con me? Certo che tenerti comporterebbe per me dei grossi cambiamenti, io che faccio fatica a prendermi cura di me stessa, come farei con un cane? E poi sono sempre al lavoro.Dovrei portarti sempre con me! Va beh, adesso ci pensiamo! Vedrai che una soluzione la troviamo.Intanto provo a portarti a casa ogni tanto.E poi ti porto fuori a passeggio ogni volta che posso! Dai che alla fine ti tengo con me! Questa è la storia di Piombino. Vorrei dirvi che finisce così, come una favola a lieto fine. Invece purtroppo così non è stato. Piombino è morto pochi giorni fa a causa di una terribile malattia infettiva che l'ha portato via in pochissimo tempo, senza che né io, né le persone che, come me, hanno imparato a volergli bene nel corso di questi due brevi mesi, potessimo farci niente.. Ma non ho voluto scrivere questa storia per intristire nessuno, al contrario. Nel mio lavoro casi come questo capitano ogni giorno. A volte hanno un lieto fine, altre volte no.Siamo preparati sia all'una che all'altra possibilità.Mantenere un certo "distacco" è indispensabile, anche se non sempre facile. Ma questo caso per me è stato diverso: è stato il mio "caso particolare". Piombino ha fatto parte della mia vita per solo due mesi, ma mi manca come se fosse stato con me da anni. Forse perché in questo breve periodo è riuscito a ridarmi un sorriso che mi mancava da tanto, o forse perché così doveva essere e basta. Non sempre c'è una spiegazione agli eventi. Ognuno tragga la morale che crede da questa storia, ma io l'ho scritta solo per ricordare il mio piccolo grande amico. CIAO PIOMBI ! Spero che tu sia stato felice con noi.M. |